È sempre più alto il numero di imprenditori provenienti da ogni parte del mondo che vorrebbero lavorare con le loro startup innovative nel nostro Paese. È quanto emerge dai dati del 2017 del programma Italia Startup Visa che vede, all’interno del Comitato tecnico, anche l’Associazione Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani (APSTI).

Il progetto, lanciato dal Ministero dello Sviluppo Economico nel 2014 si rivolge a imprenditori non appartenenti all’Unione Europea che vogliono avviare una startup innovativa nel nostro Paese. I dati del 2017 hanno fatto registrare un vero e proprio boom di candidature con 155 richieste. Un numero che eguaglia, in un solo anno le domande raccolte nei due anni e mezzo precedenti. Particolarmente rilevante l’attività registrata nel terzo trimestre dell’anno appena trascorso che ha visto ben 35 candidature, le quali hanno portato l’ammontare complessivo ad oltre 300 domande.
Italia Startup Visa nasce da un nuovo modello di politica pubblica: lo sviluppo di procedure speciali, semplificate e accelerate per la concessione dei visti d’ingresso in favore di imprenditori innovativi da tutto il mondo. Questo nuovo strumento di policy viene generalmente chiamato “startup visa” o “visto startup”.

“Con la rapida crescita del numero delle candidature – si legge nella nota del MISE – si amplia anche il novero dei Paesi di provenienza dei candidati, che ora include anche Azerbaigian, Bangladesh e Colombia, per un totale di 39 Paesi localizzati in tutti i continenti. Come negli scorsi mesi, Cina e Russia dominano la classifica del numero di candidature ricevute (rispettivamente 88 e 62) e approvate (36 per la Cina e ben 53 per la Russia). Altri Paesi molto attivi sono, nell’ordine, Stati Uniti, Pakistan, Iran, Ucraina e India. Nel complesso, il tasso di approvazione delle candidature si attesta intorno al 55%. I candidati che hanno avuto una valutazione positiva detengono un diploma di laurea in oltre il 90% dei casi, spesso in ingegneria o in altre discipline scientifiche o economiche. Al momento, risultano 21 startup innovative costituite da beneficiari del visto startup, attive in vari settori, quali moda, turismo e sviluppo di software. A queste si aggiungono le 15 startup destinatarie di candidature finalizzate all’ingresso di nuovi soci non UE per l’apporto di un contributo imprenditoriale e finanziario, secondo le modalità previste dalle Linee Guida del programma”.

 

 

 

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