«21 progetti con 18 diverse imprese del territorio a cui collaborano gli studenti del secondo e del terzo anno di Scuola Italiana Design, lo staff dell’R&d del Parco e i docenti incaricati» esordisce Emiliano Fabris direttore del Galileo Visionary District. Una vasta campagna social per l’orientamento scolastico che vede già oltre 100 ragazzi coinvolti solo su Instagram, oltre 1200 ore di formazione a distanza (Fad) realizzate e l’obiettivo concreto di raggiungere la soglia delle 2000 entro la fine del semestre così da garantire gli stessi standard formativi agli studenti anche nel pieno dell’emergenza Covid-19».

Sono questi gli obiettivi che il Galileo Visionary District si era posto prima dell’inizio della Pandemia da Coronavirus e che, pure con tutte le difficoltà dell’emergenza, ha saputo raggiungere mantenendosi perfettamente in linea con gli obiettivi previsti per il quadrimestre.
Breton, Euronda, Verallia, Padova Hall, Alberto Del Biondi, Maschio Gaspardo, così via in una lunga lista di 18 aziende e 21 progetti suddivisi tra quelli in cui saranno coinvolti gli studenti delle seconde e delle terze classi del corso di diploma in Design della Comunicazione e del Prodotto e quelli direttamente gestiti dalla divisione di R&D del Parco per altro insignita solo l’anno scorso della prestigiosa menzione dell’Adi Design Index 2019.

E per permettere ai ragazzi non solo di continuare i loro percorsi di formazione ma di cimentarsi come di consueto con le sfide concrete messe in campo dalle migliori aziende del territorio, lo staff di Scuola Italiana Design è stato in grado, in pochi giorni, di mettere in piedi una piattaforma per la Formazione a Distanza (Fad) capace di erogare ben1200 ore di lezione ai 245 studenti di Sid. Altre 800 ore saranno fornite entro la fine del semestre a giugno di quest’anno.

Ma con la chiusura delle scuole superiori a causa dell’emergenza sanitaria in corso il problema dell’orientamento e della promozione di Sid come destinazione post diploma per gli studenti italiani interessati al mondo del design rischiava di farsi insormontabile.

Non per il Galileo Visionary District, in grado di convertire queste attività in una campagna social di orientamento che vede in questa fase Instagram protagonista di due differenti format: l’uno dedicato alla formazione e all’introduzione dei temi di studio, tramite Webinar, l’altro invece costruito come vero e proprio test digitale d’ingresso ufficiale per le liste d’attesa di Sid. Pure se ancora agli inizi di una campagna che si concluderà solo a settembre, i ragazzi coinvolti fino ad ora hanno superato già la soglia dei 100.

In piena attività anche StartCube, l’incubatore d’impresa del Galileo Visionary Distrcit, forte ad oggi di 19 startup che fanno i conti con le difficoltà di un lockdown drammatico per il futuro economico del territorio. Anche in questo caso, incontri a distanza, supporto fiscale e commerciale, e l’uso massiccio delle connessioni digitali permette il prosieguo delle attività di incubazione in attesa della ripartenza.

Per quanto riguarda Matech la divisione Nuovi Materiali del Galileo che ogni anno fornisce i suoi servigi di innovazione di prodotto ad una 50ina di imprese italiane, nulla si è fermato. Smartworking, condivisione digitale dei progetti e videoconferenze sono state in grado di supportare il prosieguo delle attività anche per le aziende in fermo parziale.

Un’organizzazione flessibile e snella che ha permesso a Matech di fornire in tempi accelerati la sua consulenza a più di una dozzina di imprese venete ma pure lombarde, emiliano-romagnole, marchigiane, abruzzesi e pugliesi che hanno voluto riconvertire le proprie linee produttive per rispondere alla drammatica carenza di mascherine e Dispositivi di Protezione Individuale.

«Il blocco delle attività produttive e delle consuete modalità di formazione sono state anche per il Galileo Visionary District un momento sfidante» conclude Emiliano Fabris, Direttore del Parco Scientifico e Tecnologico padovano. «Ci siamo subito resi conto, assieme ai nostri partner territoriali, che anche una così drammatica emergenza sanitaria non avrebbe dovuto fermare la capacità di progettare il nostro futuro, quello delle nostre aziende e dei nostri giovani. Grazie ad uno staff interno di grande creatività e competenza abbiamo sfruttato massivamente le tecnologie già applicate alle nostre routine produttive potendo in brevissimo tempo garantire ai nostri clienti e ai nostri studenti i servizi per i quali siamo riconosciuti»

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