INCUBATORI: APSTI presenta i dati
ll report è stato realizzato dalla Commissione Incubazione dell’Associazione dei Parchi Scientifici e tecnologici Italiani.
Pisa -04/05/07
Apsti: Associazione dei Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani, nell’ottica di rafforzare la sua nuova fisionomia di “Rete” dei PST soci ha dato avvio al percorso di costituzione di collaborazioni e costruzioni operative attraverso la costituzione di tre Commissioni:
• Finanza per l’Innovazione
• Incubatori Start-up Spin- off
• Settore Agroalimentare
Le Commissioni, composte da rappresentanti ed esperti dei Parchi, hanno la funzione di formulare, in modo sistematico, partendo dai bisogni espressi dalle imprese e più in generale dai territori di riferimento, proposte e/o programmi che APSTI potrà rappresentare in maniera unitaria per l’adozione di strumenti e politiche di sostegno per lo sviluppo dei sistemi di impresa hi-tech da un lato, e dall’altro per favorire l’evoluzione innovativa dei settori produttivi di valenza strategica per la competitività del sistema economico italiano.
La Commissione Incubatori, insediatasi nel luglio 2006, e coordinata dalla dott.ssa Elisabetta Epifori, direttore del Polo Tecnologico di Navacchio (Pisa), è composta da: Kilometro Rosso (dr. M. Sancin);Parco Friuli Innovazione “L. Danieli” (dr.ssa E. Micelli); Parco Scientifico e Tecnologico della Liguria (Prof. P. Canepa) ;Parco Tecnologico Padano Lodi (dr. G. Carenzo);Pont-tech (dr. G. Pozzana) ;Umbria Innovazione (dr. T. Graziani); Veneto Innovazione (dr. A. Pelizzaro)
Compito prioritario, realizzare la mappatura del sistema di incubazione afferente ai Parchi Scientifici e Tecnologici Nazionali associati ad APSTI e proporre azioni operative nella direzione della definizione di un sistema di Incubazione identificabile e riconoscibile “universalmente”.
Dall’indagine è emerso che : il 42% dei Parchi Scientifici e Tecnologici associati ad APSTI ha attuato un proprio percorso di Incubazione. Notevole incremento nell’ultimo quinquennio, infatti il 62% sono stati avviati a partire dal 2003. Le infrastrutture sono realizzate per il 62% con fondi pubblici, il 23% con fondi pubblici e privati ed il 15% solo con fondi privati. Per quanto riguarda la gestione il 38% fa ricorso a finanziamenti pubblici, mentre il 23% a finanziamenti privati e il restante 30% con risorse miste. Soli il 23% degli Incubatori analizzati ricorre al cofinanziamento diretto delle aziende.
Il 31% degli Incubatori ha una propria autonomia giuridica rispetto al Parco ed in ogni caso il rapporto prevalente con il Parco è quello di soggetto gestore (92%).
I risultati dell’ attività di Incubazione: 136 aziende hanno sviluppato il percorso di incubazione e sono ad oggi attive sul mercato, 112 sono le aziende attualmente incubate e 52 quelle in fase di pre-incubazione. Significativo il tasso di sopravvivenza che nel 62% dei casi è mediamente del 97.
I tempi di permanenza variano in relazione al settore di attività dell’incubatore, con un tempo medio di permanenza di 3,5 anni.
Di particolare evidenza risulta l’analisi delle politiche di entrata e di uscita adottate dagli incubatori.
Come anche la fisicità del servizio, sia in termini di struttura che di organizzazione del sistema di integrazione con il Parco. La fornitura di servizi a supporto della crescita del nuovo soggetto imprenditoriale è una costante in tutte le realtà che va a caratterizzarsi e a specializzarsi in base alla specifica settorialità del Parco di riferimento.
Il lavoro ha portato a due importanti considerazioni conclusive: la prima nel percorso di creazione di nuova imprenditorialità Hi-Tech l’incubazione si configura come fase transitoria, la cui naturale accelerazione potrà avvenire all’interno del Parco. La seconda è l’individuazione di un percorso di incubazione riconoscibile e definibile in : politiche di entrata e uscita; organizzazione di servizi; professionalità dello staff di Incubazione; integrazione con il sistema parco; finanza dedicata.
“Siamo molto soddisfatti - ci dice Elisabetta Epifori coordinatore della Commissione Incubatori – del lavoro condotto e soprattutto dell’avvio di questo percorso di identificazione di un servizio non su base nominalistica ma attraverso la chiara identificazione di contenuti che devono caratterizzare il nostro lavoro e che potranno facilitare l’interlocuzione sia con i nostri “clienti” che con gli stakeholders”.


