Studio Assobiotec ENEA e APSTI

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PMI biotech: tassello strategico per il rilancio dell’economia italiana, ma servono nuovi interventi per crescere e restituire valore al Paese

Roma, 24 novembre 2016 – Sono il 64% delle imprese biotecnologiche a controllo italiano e ne esprimono il 77% della spesa in R&S. Rappresentano la fonte principale di innovazione in un contesto di open innovation. Più di 1/4 è nato negli ultimi 5 anni e la loro presenza, soprattutto se si considerano gli spin-off della ricerca pubblica, è alla base dello sviluppo di veri e propri hub d’innovazione sul territorio nazionale. Sono queste, in estrema sintesi, le PMI biotech a controllo italiano fotografate dal nuovo studio Assobiotec, ENEA e APSTI “Lo sviluppo dell’industria biotech in Italia: riflessioni sul ruolo e sulle esperienze delle PMI tra innovazione e politiche di supporto”

L’analisi, presentata oggi a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico, ha rappresentato lo spunto per un confronto fra impresa, istituzioni e mondo finanziario finalizzato a riflettere sulle misure necessarie a rendere queste realtà un vero motore per la crescita del Paese.

Realtà che, come emerge dallo studio, possiedono tutte le caratteristiche per rappresentare una straordinaria opportunità di rilancio dell’economia italiana, anche in un’ottica internazionale: basti pensare all’alto tasso di ricerca e innovazione e all’ottima tenuta dimostrata in questi anni di forte crisi durante i quali il settore biotech si è confermato, anno dopo anno, vitale e in continuo fermento.

Tuttavia, in questo scenario, piccole e micro dimensioni, difficoltà a reperire finanziamenti, mancanza di Venture Capital e Private Equity specializzati, frammentazione del sistema, difficoltà a sviluppare partnership con soggetti industriali, mancanza di una cultura nazionale di trasferimento tecnologico rappresentano forti freni al loro sviluppo.

“Comprendere i punti di forza e di debolezza del sistema in cui si svolge il processo innovativo delle imprese biotech è fondamentale per formulare politiche di supporto necessarie a favorire il consolidamento del settore e renderlo pronto ad affrontare le sfide connesse alla crescente competizione nei mercati internazionali – spiega Leonardo Vingiani Direttore di Assobiotec –Certamente le politiche di supporto all’innovazione, messe recentemente in campo dal Governo, vanno nella direzione giusta, ma nuovi interventi potrebbero segnare un reale cambio di passo. Penso in particolare al credito d’imposta per gli investimenti in Ricerca e Sviluppo. Si tratta, senza dubbio di una misura di primaria importanza che tuttavia non tiene pienamente conto del fatto che molte delle PMI biotech si caratterizzano già per elevatissimi investimenti in R&S. Sarebbe dunque molto importante e auspicabile un’estensione di questa misura alla totalità degli investimenti in R&S non limitandola alla sola spesa incrementale”.

“I Parchi Scientifici e Tecnologici si configurano come dei veri e propri ecosistemi dell’innovazione – ha commentato il Presidente di APSTI Gianluca Carenzo – in grado di supportare le aziende, quelle del biotech su tutte, nel percorso di crescita, accelerazione e posizionamento sul mercato. Le attività di mappatura e di studio che hanno preceduto la pubblicazione del report infatti hanno evidenziato che il sistema APSTI rappresenta oggi per le imprese innovative del settore delle biotecnologie un’importante possibilità di crescita e di consolidamento all’interno del mercato, sia per la capacità di attrazione di capitali necessari a sostenere le attività nei primi anni di vita, che per la messa in rete del know-how e e il trasferimento tecnologico delle conoscenze provenienti dal mondo della ricerca. I parchi scientifici italiani rappresentano infatti una grande opportunità per concentrare e attrarre competenze, infrastrutture, network, nonché trasferire buone pratiche tecnologiche e manageriali per la crescita del sistema Italia.”

In allegato la monografia: “Lo sviluppo dell’industria biotech in Italia: riflessioni sul ruolo e sulle esperienze delle PMI fra innovazione e politiche di supporto

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Postato il

24 novembre 2016

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